Il “Club Italia Allargato” visto dai protagonisti

Si è conclusa l’esperienza di una settimana del “Club Italia Allargato”, progetto di qualificazione nazionale del settore giovanile maschile.

“È un’esperienza molto formativa dal punto di vista tecnico – afferma il selezionatore Romano Giannini, presente a Roma insieme al secondo Dore della Lunga e all’assistente Nicolò Conti – allernarsi tutta la settimana con lo staff della nazionale è importante per i ragazzi, e noi come tecnici siamo un valore aggiunto a quelli della nazionale. Personalmente ne ero stato coinvolto anche nel 2020, anche se poi qulel’edizione fu interotta a causa della pandemia; ripeterla è stato molto interessante e per i ragazzi gratificante, anche perché si è immersi per una settimana a stretto contatto con lo staff della nazionale, in uno degli impianti storici per lo sport (il CPO Giulio Onesti di Roma)”.

Romano Giannini segue il settore giovanile da numerosi anni: “ho iniziato il percorso circa 15 anni fa, conosco i colleghi quindi da tempo. Sono partito preparando il Trofeo delle Regioni con l’Umbria, e ottenemmo un risultato insperato, il secondo posto. Da quel momento, gli allenatori della nazionale mi hanno tenuto d’occhio e hanno potuto constatare che come tecnico sapevo lavorare bene con le giovanili. Oggi ho la fortuna di stare anche nelle Marche e anche a stretto contatto con Julio Velasco e Angelo Frigoni, con l’obiettivo di far crescere i ragazzi. Certo, sono il secondo allenatore della Lube, che è un’altra cosa, ma ogni volta che mi immedesimo come tecnico del CQR Marche è emozionante, sono il protagonista di un progetto che poi culmina con il Trofeo delle Regioni che per il settore giovanile è l’obiettivo primario”.

Dal tecnico al giocatore: Gianluca Cremoni, uno degli atleti di riferimento, parla del “Club Italia Allargato”dal suo punto di vista. “È un onore essere stato a Roma, tra i migliori della nostra regione. Allernarsi in un posto che rappresenta l’olimpo degli atleti è emozionante e davvero un grande piacere essere allenati da questi tecnici della nazionale. Bellissima esperienza anche perché tra noi ragazzi abbiamo creato un bel gruppo, ci siamo trovati insieme e con qualcuno ci conoscevamo anche se abbiamo giocato in squadre avversarie. Ero abituato alle doppie sessioni di allenamento, ma farlo lì è un’altra cosa: ma soprattutto è stato bello il clima di amicizia tra tutti noi e il tempo passato insieme, anche fuori dagli allenamenti”.